Monumenti

Il Castello

Il castello, dal quale Rende assunse l’emblema araldico delle tre torri, è arroccato dove in origine sorgeva un’antica arce romana. Innalzato nel 1095 (ma questa data è tuttora oggetto di discussione) da Boemondo d’Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo, fu posto a difesa della valle del Crati dalle invasioni saracene. Costruito per volere Normanno, passò in mano Sveva e dopo finì agli Angioini e agli Aragonesi. Nel 1490, sotto il dominio dei conti Adorno, fu ricostruito e fortificato. Nell’Ottocento divenne di proprietà della famiglia Magdalone.

Della struttura originaria non resta molto per i rimaneggiamenti e per i logorii del tempo. Le memorie raccontano che esso era dotato di feritoie, di bertesche, di caditoie, di vasti camminamenti e di altre opere fortificate da cui era protetto dall’assalto dei nemici tra cui due robuste cinte di mura interrotte solo nei punti di comunicazione con l’esterno da porte ferrate. Delle porte, pur essendo state abbattute le mura, la memoria rendese conserva ancora i nomi: Porta di Cosenza ad est, Porta di Marano ad ovest, Porta dell’Amarella e Porta del Ventilaturo verso nord-ovest.

L’accesso al castello era costituito da un ponte volante in legno di quercia che veniva sollevato con un sistema di travi azionato dall’interno. Il piano rialzato dell’opera comprendeva il posto di guardia, l’armeria, la sala per l’amministrazione della giustizia ed i servizi, mentre i sotterranei erano adibiti a prigione, a cantine e a magazzini. Al centro della piazzola al secondo ingresso c’erano gli appartamenti del signore in carica, quelli per gli ospiti, nonché la cappella per le funzioni religiose. Il grande mastio era a 30 metri di altezza ed era l’ultimo luogo di salvezza per il castellano ed i suoi fidati, qualora il castello fosse posto in stato d’assedio. Prima dei terremoti di inizio novecento, le mura erano intelligentemente costituite da merlatura; dopo gli eventi sismici rimase mozzata anche la torretta di nord-ovest, perciò delle cinque torri originarie ne rimangono attualmente quattro. All’interno del castello sono affisse delle lapidi che testimoniano la fedeltà dei rendesi al conte Ruffo, che nel 1454 decise di sostenere militarmente il Papa durante la lotta contro Manfredi e quindi inviò mille uomini rendesi armati.

Palazzo Vitari

Questo palazzo risale al XVIII secolo. È stato prima convento delle Clarisse e, successivamente, fino alla prima metà del Novecento, palazzo nobiliare della famiglia Vitari. Nella seconda metà del Novecento ha prima ospitato un istituto scolastico statale, è stato poi, per diversi anni, sede del Municipio di Rende, e infine Biblioteca dell’Università della Calabria. L’ultimo restauro risale al 1997.

Palazzo Basile

L’edificio costruito nel XVIII sec. si eleva su due piani. Il piano terra venne utilizzato nel XX sec. come carcere. Sul lato destro dell’androne c’è la scala, al termine di essa si accede al primo piano attraverso un portale di tufo del XVIII sec. Dell’edificio barocco restano solo due balconi decorati con stucco, le ringhiere di ferro battuto ed alcuni stucchi nelle stanze.

Palazzo Pastore

L’edificio è stato costruito nel XVIII sec. ed è stato più volte rimaneggiato.  Composto da tre piani, la facciata presenta un portale in tufo a cassettoni modulari ad incorniciatura mistilinea ed una serie di balconi nei piani superiori. L’androne, con la volta a botte, reca in stucco del XVIII sec. l’arme gentilizia della famiglia Pastore. I piani superiori hanno anch’essi la volta a botte. Uno degli interni reca delle decorazioni e degli affreschi del XX sec. dell’artista Donato Magli.

Palazzo Vercillo

Il palazzo presenta nella facciata un portale ad arco a tutto sesto con chiave a protiride con corniciatura del XVII-XVIII sec.