Storia

Passato

Preistoria del bruzio e origine di Arintha            

In provincia di Cosenza sono ancora insufficienti gli scavi e le ricerche archeologiche mirate a tracciare una mappa organica degli insediamenti umani e delle necropoli preistoriche. La testimonianza più celebre è la Grotta del Romito a Papasidero (CS), nella quale si trova l’incisione del bos primigenius e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa.

La Calabria nacque dalla scissione della Lucania: nella Basilicata rimasero i Lucani e nella Calabria i Bruzi (da ABREPTI= uomini sottrattasi al dominio dei signori). La mancanza di forti riscontri archeologici induce a fare affidamento alle fonti storiche di Erodoto, Strabone ed Ecateto da Mileto e della tradizione secondo quale la Calabria, diciassette generazioni prima della guerra di Troia, venne invasa dai Proto-Pelasgi i quali, guidati da Enotro, figlio di Licaone re dell’Arcadia, diedero vita ad un processo di colonizzazione, integrandosi con la popolazione bruzia ed assimilandone gli usi ed i costumi.

Nella nuova patria queste genti furono chiamate Enotri ed Enotria la terra da essi occupata. La popolazione indigena dei Bruzi si dedicava alla pastorizia ed alle arti e realizzava costruzioni di pietra maltata e  vasi di ferro. Consideravano la guerra come un mezzo per aumentare ricchezze e prestigio, perciò l’esercizio fisico e la frugalità erano molto praticate. Erano, almeno pare, di lingua Osca, che si scriveva da destra verso sinistra, ma si contaminarono presto con i popoli colonizzati e perciò divennero bilingue. I Bruzi avevano una primitiva monetazione costituita all’inizio da conchiglie ed ossa e poi da rame, ferro e bronzo. L’elemento mistico era simboleggiato da un Dio indeterminato. Dioniso divenne vessillo del popolo bruzio nel significato di liberazione.

Dopo il regno di Enotro, subentrò il figlio Italo, il quale regalò a quelle popolazioni un tenore di vita più elevato: fece costruire numerosi villaggi che avevano come riferimento la città di Acheruntia. Quale segno di omaggio a questo valoroso re, la vecchia Enotria venne chiamata Italia. Dal primitivo insediamento di Acheruntia, i suoi abitanti furono costretti a scappare a causa delle battaglie che si trovarono ad affrontare e si spinsero verso l’interno per cercare una zona più riparata. Questa frazione corrisponde oggi alla frazione rendese di Nogiano e linguisticamente l’evoluzione può essere schematizzata così: Acheruntia ( “le case dei forti presso il fiume”), Aruntia (“le case dei forti”) ed infine Arintha.

Presente

La prima fase dello sviluppo di Rende è iniziata intorno agli anni ’50 e conclusasi nel 1970, fu necessario procedere a dotare la città di tutte quelle opere infrastrutturali che possono anche essere definite opere di civiltà in quanto volte ad elevare il livello di vita dei cittadini.

Risale al 1964 la prima elaborazione di un Piano Regolatore Generale. A partire dagli ultimi anni ’60 e fino al 1980, la seconda fase di sviluppo vede l’attuazione di una politica urbanistica che ha fatto di Rende un “unicum” nel panorama italiano. L’urbanizzazione di Rende è stata fatta con ordine, in base ad una logica delle priorità che ha rispettato le reali necessità della popolazione. Al termine della fase di urbanizzazione, Rende si presentava come un territorio molto ampio e urbanizzato  in cui era stata impostata la struttura portante della città futura e in cui coesistevano due realtà ben distinte: la vecchia Rende, formata da numerose frazioni e contrade e la nuova Rende, sorta tra Campagnano e Quattromiglia. Tali realtà dovevano essere amalgamate, così nacque la terza fase dello sviluppo, nota come la “fase dei servizi” e ha concentrato l’operatività nei seguenti settori: scuola, sport, tempo libero, casa, trasporti, verde, recupero del centro storico, cultura, chiese, insediamenti produttivi, organizzazione dei servizi amministrativi, distribuzione dell’acqua, raccolta dei rifiuti solidi, ambiente in generale.

La nascita dell’Università della Calabria su questo territorio rappresentò un ulteriore punto di forza e di sviluppo del territorio. Dapprima composto da una struttura polifunzionale concentrica, con l’ultimazione del progetto Gregotti, si realizzò un lungo pontile con ai lati strutture di cemento armato (detti anche “Cubi”) che si allacciano alla struttura cambiando in altezza a seconda dei mutamenti della superficie, in questi edifici si trovano i dipartimenti dell’Università.

Negli anni ottanta e novanta, le amministrazioni comunali cambiarono il volto della zona a valle con la realizzazione di piazze, parchi, musei e chiese, trasformandola di fatto in una città moderna. La nuova variante adottata dal comune nel 2003, nacque con la necessità di orientare lo sviluppo complessivo della città verso obiettivi di qualità, ristabilendo un equilibrio ecologico fra le aree edificate all’interno della città: furono realizzati il ring con la nuova cattedrale di San Carlo Borromeo, il Museo del Presente con il Belvedere delle arti e delle scienze, le scale mobili per raggiungere il Centro storico, il nuovo istituto tecnico commerciale, il complesso parrocchiale di Linze. Furono inoltre recuperati i più importanti corsi d’acqua con la creazione di parchi fluviali al centro della città e restaurate quasi tutte le chiese di rilevanza storica, riqualificando interi quartieri come Roges “vecchia” e Quattromiglia.

Futuro

Garantire una migliore vivibilità della città è uno dei compiti principali di un sindaco. La nostra città, in questi anni, sta vivendo, giorno dopo giorno, il cambiamento dettato dalle esigenze del cittadino e da quella voglia di vivere , sempre di più, negli spazi verdi e nelle piazze. Per questo ci siamo concentrati, fin dall’inizio del mio mandato, alla riqualificazione delle villette, a migliorare le strutture sportive comunali e ,soprattutto, a programmare la città del futuro. Il Museo del Presente è la location di mostre che hanno fatto registrare presenze importanti e un numero di visitatori mai registrato prima di questa amministrazione. Al centro storico stiamo lavorando su quattro musei (Museo d’arte moderna, il Civico, il museo della Ceramica e il Maon) per metterli in rete e dare ai turisti l’offerta migliore e più facilmente fruibile. Una città dove non mancheranno le piste ciclabili (a breve ci sarà l’apertura dei cantieri), isole pedonali e una migliore circolazione dei veicoli con un traffico che sarà snellito in vista dei lavori del nuovo   svincolo di Settimo. Migliore vivibilità di una città significa ,anche, una maggiore circolazione delle notizie sugli eventi, incontri culturali e tutto quello che attiene al tempo libero. C’è la necessità di richiamare l’attenzione del cittadino con costanza, scelta e qualità dell’informazione. La nostra città ,nei prossimi mesi, si doterà di schermi digitali che saranno istallati alle fermate dei bus e nelle zone più frequentate da bambini, giovani e adulti. Il cittadino più partecipa e vive la città, più sarà determinante nel rapporto con l’amministrazione di una Rende sempre più al centro dell’area urbana. Vivi Rende, il mio augurio è quello che con questo portale d’informazione, si riesca, sempre di più, a stimolare il cittadino a godere delle tante iniziative presenti sul territorio. Vivi Rende, fino alla fine. Perchè la vita è adesso.

Avv.Marcello Manna
Sindaco di Rende